viernes, 22 de febrero de 2013

Impropiam influentiam también en el Vaticano. ¡Nadie es perfecto!


¡Cómo está el huerto! La Reppublica ha publicado un artículo que ha conmocionado a medio mundo... al medio mundo vinculado en mayor o menor medida al Vaticano:

Nessuno ha capito, in quel pomeriggio di ottobre. I ragazzi in piazza hanno applaudito e pianto il ricordo di papa Giovanni. Nessuno sapeva che due giorni prima Benedetto XVI aveva di nuovo incontrato il cardinale Julian Herranz, 83 anni, lo spagnolo dell'Opus Dei da lui incaricato di presiedere la commissione d'indagine su quello che i giornali chiamano Vatileaks. Il corvo, la fuga di notizie, le carte rubate dall'appartamento del Papa. Herranz ha aggiornato Ratzinger con regolarità. Ogni settimana, in colloquio riservato, da aprile a dicembre. Il Papa ha appreso con crescente apprensione gli sviluppi dell'inchiesta: decine e decine di interviste a prelati, porporati, laici. In Italia e all'estero. Decine e decine di verbali riletti e sottoscritti dagli intervistati. Le stesse domande per tutti, dapprima, poi interviste libere. Controlli incrociati. Verifiche. Un quadro da cui veniva emergendo una rete di lobby che i tre cardinali hanno diviso per provenienza di congregazione religiosa, per origine geografica. I salesiani, i gesuiti. I liguri, i lombardi. Infine, quel giorno di ottobre, il passaggio più scabroso. Una rete trasversale accomunata dall'orientamento sessuale. Per la prima volta la parola omosessualità è stata pronunciata, letta a voce alta da un testo scritto, nell'appartamento di Ratzinger. Per la prima volta è stata scandita, sebbene in latino, la parola ricatto: "influentiam", Sua Santità. Impropriam influentiam.


Al parecer, Benedicto XVI, ese Papa que tanto recuerda a Fellini, habría dimitido al conocer los resultados de una investigación dirigida por tres venerables ancianos. Según los informes, el Vaticano estaría contaminado por más actividades heterodoxas de las "asumibles" por quien, como prefecto de la Congregación para la Doctrina de la Fe desde 1981, había sido responsable de la ortodoxia ritual y moral de toda la Iglesia Católica durante más de 50 años. Ahí estaría "la razón" de su dimisión: en la necesidad de que tome el timón de la Iglesia un hombre joven, fuerte y santo...
Según La Reppublica, los informes enfatizaban graves anomalías en los territorios del sexto y séptimo mandamientos, que según la ortodoxia católica son: "No cometer actos impuros" y "No robar".  Y Conchita De Gregorio describía otros detalles especialmente incómodos para quienes acaso sigan entendiendo la homosexualidad como el "gran pecado nefando".
Y me he acordado de Billy Wilder o, mejor, del genio al que se le ocurrió traducir "Some Like it Hot" por "Con faldas y a lo loco". ¡Qué hallazgo!

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